#Pop-up shop e #writers

#Pop-up shop e #writers inglesi

Pop up shop

Pop up shop di Bristol

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Writers sotto ad un ponte di Bristol

La città di Bristol, con il pop up shop e i suoi writers si impone nel panorama internazionale per le sue idee flessibili, originali, e post-modern, davvero al passo con i tempi. Il pop up shop è una forma di business intelligente, per chi non può consentirsi costi elevati per far partire un’ impresa commerciale o per chi non è ancora sicuro dei prodotti da vendere. Il pop up shop può durare un giorno, una settimana, un mese e anche più e si realizza ovunque: nei centri delle città, nei quartieri dove la crisi ha messo a tappeto i negozi, e in  EDIFICI  RIQUALIFICATI .  E’ un modo non convenzionale per aiutare soprattutto giovani artisti, designers, pittori, scultori, tessitori, è una strategia per sostenere le idee e recuperare spazi abbandonati e riconsegnarli ai cittadini. Di sicuro successo, il pop up shop è un sistema innovativo a sostegno di chiunque voglia provarci, merita un 10 questo progetto intelligente. Con i writers, Bristol ha una lunga storia d’amore, fino a fare di questa unione un gran capolavoro. Oggi molte zone della città, ospitano le opere dei writers, qui Banksy ha lasciato la sua meravigliosa firma. A Bristol, si cammina tra colori e storie fantastiche, idee brillanti che trasmettono una grande energia, sembra di stare in un museo all’aperto dove tutti, cittadini e turisti godono delle meravigliose opere degli artisti contemporanei. Da 6 anni Bristol ospita Upfest, il festival di Urban Art in cui i writers si radunano per affrescare i muri della città. Proprio a Bristol Banksy – poliedrico attore sociale dei nostri tempi – ha cominciato la sua attività, ed oggi è tra i più noti artisti di strada. Bristol è un grande esempio di libertà, qui manca completamente il concetto di “repressione” che c’è in paesi come l’ Italia, dove aumentano le tag” – le firme che di notte si diffondono sui muri e fanno incazzare i nostri sindaci -. Bristol come Firenze per gli artisti del Rinascimento….stiamo perdendo qualcosa?